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L'attività di documentazione della cooperativa sociale Progetto Muret inizia alla fine degli anni ottanta.
Motivata dal desiderio di non disperdere la memoria degli accadimenti, avvia un lavoro di raccolta e conservazione di documenti.

Raccogliere la conoscenza del sapere che si dipana dal lavoro sociale.
Conservare e tutelare la memoria, infatti, consente l'accesso e l'utilizzo dei materiali, come strumento di lavoro, ma aiuta, anche, a non disperdere la conoscenza che si acquisisce dalla pratica quotidiana del lavoro sociale: partire dalla memoria di cosa e come si fa per progettare e costruire ponti nel presente convinti che la riflessione sul proprio lavoro, i pensieri del quotidiano, il sapere che deriva dal fare, sono la terra dove si puó seminare e coltivare l'esperienza di domani.

La parola cultura oltre che da cultus deriva anche colere, coltivare...
Coltivazione e cura di una costruzione collettiva, di un insieme di valori condivisi e partecipati da una comunità.
Raccogliere e documentare si trasforma in un desiderio di diffusione e scambio di
saperi plurali, pazientemente accumulati da donne e uomini in tutti i "villaggi del mondo".

In un tempo in cui sembra prevalere l'individualismo, il consumo, la bulimia del presente, l'assenza di legami, la memoria diventa un bene prezioso da accudire, tutelare e trasmettere.
La memoria è anche sentimenti ed emozioni patria invisibile a cui ognuno di noi appartiene, dice P. Pasini.

Archiviare per curare la conoscenza, le conoscenze, come un bene comune e condiviso.
Si costituisce cosí negli anni un piccolo ma prezioso archivio cartaceo, costituito da quattromila documenti, millecinquecento tra libri e riviste, centocinquanta video.
I materiali archiviati sono tra loro differenti, legati gli uni agli altri dalla storia di un'impresa sociale torinese, accomunati dall'essere parole dette e praticate.
Costruiti dentro l'azione quotidiana, per governare in modo partecipato e condiviso le pratiche di lavoro sociale, i punti critici e i disagi, gli accadimenti, le innovazioni organizzative e i cambiamenti.
Scrivono gli utenti, gli operatori, i dirigenti, i consulenti, i formatori.

Alcuni di questi documenti sono delle registrazioni trascritte di riunioni e condivisione di momenti formativi.
Altri sono documenti scritti per diventare momento di confronto pubblico con interlocutori diversi: dal mondo scientifico ed universitario, della cultura, da persone incuriosite dal capire e interessate del fare quotidiano dell'operatore sociale.

A questi si aggiungono altri documenti, libri, una raccolta cronologica di atti istituzionali e amministrativi, riviste, pubblicazioni, che riguardano altri soggetti che in questi ultimi vent'anni hanno pensato, operato e scritto nell'ambito dell'azione sociale e non solo.

Nel 2002, la cooperativa spinta dall'idea e dal progetto di dare vita all' apertura di un Centro studi e documentazione del lavoro sociale, pensa che se il patrimonio storico cartaceo diventa informatizzato e on line, puó diventare un bene pubblico, condiviso con altri.

Il patrimonio documentale si veste da festa e indossa l'abito degli Archivi Sociali.

Archivi Sociali ha permesso alla cooperativa di essere visibili in quanto soggetti attivi attraverso una storia, un'identità culturale e politica, attraverso la propria creatività fuori e dentro le istituzioni, in un rapporto di ricerca, di lavoro, di verifica continua.

Archivi Sociali, tramite internet, è un progetto che ha reso possibile trasformare la conoscenza acquisita in un bene pubblico, condiviso, comune e collettivo, perché fruibile da tutti coloro che lo desiderano.

"La comunicazione, spesso ridotta al mero "rendere noto", ha nelle sue origini etimologiche l'idea della partecipazione, del mettere in comune (communicatio), della condivisione (communis), dell'appartenenza ad una comunità (koinomia, communio).
Il termine, allora, non significa solamente "raccogliere e trasmettere informazioni", ma esprime condivisione di significati, partecipazione, costruzione condivisa.
La comunicazione diventa atto simbolico e sociale ad un tempo, carico di reciprocità e di aperture all'altro."
(Marco Binotto, docente all'Università  degli Studi "La Sapienza" di Roma)

Il catalogo on line, Archivi sociali, nel frattempo, si arricchisce ed implementa: sia attraverso nuove acquisizioni legate a tematiche che emergono dalla ricerca sociale che il Centro Studi compie attraverso le sue attività, sia attraverso l'acquisizione e condivisione dei patrimoni storici e documentali di altre realtà sociali che aderiscono all'idea.

Archivi Sociali diventa un progetto in continua implementazione, aperto anche al patrimonio documentale di altri soggetti che sono interessati a condividere in rete e rendere conosciuto e fruibile on line, il proprio "tesoro".

Il progetto degli Archivi Sociali è stato promosso e sostenuto dalla Compagnia di San Paolo e dall' Associazione il Bandolo.

Oggi aderiscono al Progetto Archivi Sociali

- l'Associazione Arcobaleno
- l'Associazione per Lotta contro le Malattie Mentali

- la Cooperativa sociale Luci nella Città